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LE MALEDIZIONI NEL CALCIO - Maledetti rigori! I Sogni azzurri si infrangono a 11 metri dalla gloria

di Giuseppe Sardiello
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Tra le maledizioni nel calcio, quella dalla nazionale italiana di calcio, con i rigori negli anni 90 ai mondiali, è senza dubbio una delle più incredibili. A un passo dalla gloria (11 passi, a dire il vero) si infransero i sogni di alcune delle generazioni di calciatori azzurri tra le migliori che si ricordino. L'incubo iniziò una calda serata di luglio nel 1990 quando allo stadio San Paolo Donadoni e Serena si fecero ipnotizzare dal portiere argentino Goycochea, decretando l'eliminazione degli azzurri nel mondiale di casa a un passo dalla finale. 

Quattro anni più tardi in panchina non c'è più vicini ma Arrigo Sacchi, che porta negli Stati Uniti una nazionale più matura ma di gran talento: la forza di Pagliuca tra i pali, l'esperienza di Baresi, Costacurta, Maldini e Tassotti, la duttilità di Dino Baggio, Albertini e Donadoni e la classe in attacco di Beppe Signori e del pallone d'oro Roberto Baggio. Gli azzurri fanno fatica e si qualificano a stento per gli ottavi dove un coniglio dal cilindro di Baggio a pochi secondi dalla fine ci salva con la Nigeria: da quel momento in poi ha inizio un nuovo torneo con il 'Divin Codino' che trascina la nazionale fino alla finale contro il Brasile di Dunga, Bebeto e Romario. La finale si gioca a Pasadena sotto un caldo torrido e lo 0-0 è la naturale conseguenza. Per la prima volta nella storia dei mondiali una finale si decide ai rigori. Il primo a tirare è Baresi: il tiro finisce alto. Pagliuca respinge il tiro di Márcio Santos, mantenendo la parità. Albertini segna, Romario colpisce il palo interno e la palla entra, tra la disperazione di Pagliuca; Evani non sbaglia calciando centralmente sotto la traversa, Branco calcia nell'angolino spiazzando Pagliuca. Massaro tira male e Taffarel respinge il tiro centrale leggermente sulla destra; Dunga non sbaglia spiazzando Pagliuca. A questo punto il Brasile, a un tiro dalla fine, si trova in vantaggio per 3 a 2 e per vincere basta che il suo ultimo rigorista faccia gol. Ma non si arriva all'ultimo rigore, perché Roberto Baggio tira alto il quinto e ultimo rigore degli azzurri. Il Brasile vince il mondiale, diventa "tetracampeão" e dedica la vittoria ad Ayrton Senna, morto a Imola il 1º maggio di quello stesso anno. 

Nel 1998 si torna in Europa, in Francia, e gli azzurri di Cesare Maldini vivono del dualismo Del Piero-Baggio, con il secondo che risulterà determinante quando gioca e che per molti è il motivo del non successo di quella squadra, visto che il Ct gli preferì spesso e volentieri uno spento 'Pinturicchio'. La nazionale azzurra passa agevolmente il girone pareggiando 2-2 con il Cile (con Vieri e Baggio a segno), vincendo 3-0 con il Camerun (Di Biagio e doppio Vieri) e 2-1 con l'Austria (ancora in gol Vieri e Baggio). Agli ottavi c'è la Norvegia che viene sconfitta 1-0 grazie ad un gran gol di uno scatenato Vieri: si va ai quarti dove ad attenderci ci sono i padroni di casa della Francia. A 'Saint-Denis' la gara è molto combattuta e gli azzurri lottano come dei leoni ma al 90' è 0-0. Nei supplementari Baggio, servito in area da Albertini, sfiora un gol capolavoro che avrebbe portato gli azzurri in semifinale (all'epoca vigeva la regola del golden gol) ma la palla lambisce il palo. Si va ai rigori: per gli azzurri segnano Baggio, Costacurta e Vieri, mentre Albertini si fa respingere la conclusione da Bartez; per i francesi segnano Zidane, Trezeguet e Henry, con Pagliuca che respinge il tiro di Lizarazu. Il quinto rigore lo segna Blanc e per gli azzurri sul dischetto va Gigi Di Biagio: il suo potente tiro si infrange sulla traversa decretando l'ennesima beffa azzurra ai mondiali dagli 11 metri. Si torna a casa ancora tra le lacrime. Ma per fortuna gli anni 90 passano e nel 2000 è tutta un'altra storia: A Euro 2000 la squadra di Zoff elimina ai rigori l'Olanda padrona di casa e nel 2006....Po po po po po po po. Non può piovere per sempre.




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