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Auguri a...31 luglio: Antonio Conte

di Carlo Tagliagambe
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Antonio Conte
Antonio Conte

Averne, oggi, di giocatori come lui. Centrocampista tignoso e combattivo, ma estremamente ordinato tatticamente e duttile, nonchè capace di inserirsi in zona gol, Antonio Conte è diventato una vera e propria bandiera della Juventus, squadra nella quale ha militato dal 1991 al 2004 collezionando 295 presenze condite da 29 reti complessive. 

Una storia bianconera, quella di Conte, partito dalla sua amata Lecce, con cui esordì in serie A nella stagione 85-86 e giocò fino al '91, quando arrivò la chiamata della Vecchia Signora. Nascerà un grande amore tra Antonio e la Juve, che insieme conquisteranno tutto: 5 Campionati, una Coppa Italia, 4 Supercoppe Italiane, 1 Champions, 1 Coppa Uefa, 1 Supercoppa Uefa e 1 Coppa Intercontinentale. 

Un bottino invidiabile, che ha trasmesso a Conte quel Dna vincente che ha poi contraddistinto anche la sua carriera da allenatore, cominciata un paio d'anni dopo aver appeso le scarpette al chiodo. E allora riecco Antonio sulla panchina dell'Arezzo in serie B nella stagione 2006-07, conclusa con una retrocessione condizionata dalla forte penalizzazione subita dal club amaranto per le vicende di Calciopoli.

L'anno dopo eccolo subentrare in corsa a Bari a riproporre il suo spregiudicato 4-2-4 con cui condurrà i galletti verso una salvezza tranquilla e vincendo anche il derby con il suo Lecce e inimicandosi -a causa di un'esultanza (forse) scomposta- la tifoseria salentina. Dopo aver conquistato la promozione con i pugliesi l'anno successivo, Conte lascia Bari per divergenze con la società. 

Seguirà la breve esperienza all'Atalanta, che durerà dal settembre 2009 al gennaio 2010, quando darà le dimissioni in seguito alla sconfitta contro il Napoli. La stagione 2010-11 è quella della seconda promozione in serie A conquistata con il Siena, riportato nella massima serie con tre giornate d'anticipo. 

Nel 2011, il ritorno a casa: la Juventus lo ingaggia per costruire un nuovo ciclo e il suo approdo all'ombra della Mole porterà in Corso Galileo Ferraris 3 scudetti e 2 Supercoppe Italiane. Quindi, dopo tre stagioni ad altissimi livelli, l'addio ai bianconeri e l'approdo sulla panchina della nazionale, dove concluderà un buon Europeo ai quarti di finali sconfitto ai rigori dalla Germania.  

Seguirà il biennio londinese alla guida del Chelsea: nel corso della prima stagione il tecnico pugliese riportà la Premier League sulle rive del Tamigi, mentre l'annata successiva lo vedrà levare al cielo anche l'FA Cup prima dell'esonero dovuto a dissidi con la società. 

Quindi l'esperienza all'Inter: l'ennesima nuova sfida per il temerario Antonio.